L'anno dei 40
Sto per esplodere
Cruscotto sta avendo un po' di problemi a scuola, piange, vuole la mamma e gira tutto il giorno con il peluche amico o con la "maglietta nera" al collo (una mia maglietta che lui usa come copertina di Linus).
Il tutto è cominciato dopo che è stato a casa una settimana per una brutta febbre, prima andava abbastanza bene.
Sono due giorni che, utilizzando la tattica del portare prima Mini al Nido, quando lo porto a scuola è abbastanza tranquillo e le maestre mi dicono che anche durante il giorno è sereno, ma... fa le scenate quando usciamo, nel senso che si mette a piangere ed urlare nel cortile della scuola chiedendo cose impossibili da avere (usare l'uscita d'emergenza, il nonno, ...).
Oggi non la smetteva, tutti quelli che uscivano mi chiedevano cosa avesse, avevo in braccio Mini e non potevo quindi prendere Cruscotto in braccio ed andarmene, doveva collaborare. Ad un certo punto arriva una nonna con bimbo, si ferma e mi chiede se può fare qualcosa ed il nipote dice: "quello è C, è scemo", ho aspettato che la nonna lo rimproverasse ma ho aspettato invano... non sono riuscita a reagire quindi ora sto malissimo.
Sto male perché mio figlio è infelice e non riesco a capire il perché, sto male perché non l'ho difeso e sto male perché non so più che fare.
È il caso che chiami la psicologa della scuola o è prematuro/sbagliato/inutile?
Mamma degenere?
Al parco.
Un paio di settimane fa un papà si è preso la briga di dirmi che mio figlio era caduto e si era sbucciato un ginocchio.
Caro papà, a parte che se l'hai visto tu l'ho visto anch'io, se cade, si sbuccia il ginocchio, si rialza e corre allo scivolo, io no, non intervengo.
Oggi una nonna è corsa a raccoglierlo perché è caduto e piangeva, nonostante io le abbia detto, mentre mi avvicinano (con Mini nel passeggino, lentamente) "signora, sono qua, lasci stare".
Cara nonna, è mio figlio, ha tre anni, maschio, l'ho visto cadere un numero di volte che tende all'infinito, so da lontano se è spaventato, se si è fatto male, se è il caso di correre o se si può andare con calma. Ma soprattutto, è mio figlio, se ti dico "sono qua, lasci stare" e tu vai lo stesso, la tua smette di essere una gentilezza e diventa invadenza.
Non gli tolgo gli occhi di dosso mai, ma lo lascio giocare (a meno che non chieda di giocare con me), non gli dico "attento" ogni tre secondi e non mi scapicollo se cade, sono sbagliata io? Mi viene il dubbio.
Si sentirebbe più protetto se mi comportassi altrimenti o solo più soffocato?
Sempre piu' Forrest
Don't panic
#epicfail
Avevo scritto il titolo di questo post giorni fa per ricordarmi di raccontare di quanto io mi senta una fallita nell'educazione di Cruscotto e poi oggi, 26 maggio è successo che...
Siamo andati dai nonni, una volta tornati a casa Cruscotto non ne voleva sapere di dormire, anche se erano le dieci passate, ed è cominciata una scenata tremenda (e non è la prima volta).
Ha cominciato ad urlare, piangere, dare calci. Come sempre quando si comporta così, ho cercato di stare calma, abbracciarlo era impossibile, ha cominciato a picchiarmi e mandarmi via, quando gli ho detto che volevo stare con lui si è appoggiato alla sponda del lettino e ha cominciato ad urlare che voleva cadere, farsi male e andare all'ospedale, ha provato più volte a cadere di testa, sempre urlando "voglio cadere".
È stato in quel momento che ho sentito come qualcosa rompersi dentro, dalle parti dello stomaco. È stato triste vedere un bambino così piccolo, il mio bambino, volersi fare male dalla disperazione di una situazione che non riusciva più a gestire.
Ora sono in cucina che piango mentre mi tiro il latte e scrivo. Mini accanto a me sorride, mi fa sentire meglio ma non basta a farmi stare bene.
Perché è così difficile? Dovrei essere capace di aiutare mio figlio a gestire certe frustrazioni e invece non ne sono in grado.
Mi sento di avere fallito. Ed è davvero terribile.
Tante cose
Innanzitutto siamo in attesa di un Cruscotto 2.
La situazione e' questa:
sono alla fine dell'ottavo, pare maschio ma non e' siamo proprio sicuri, io voglio il secondo maschio, il Rinci vorrebbe invece una femminuccia, C2 e' podalico per cui forse mi programmano il cesareo tra un paio di settimane e la cosa un po' mi agita, allora svuoto scatoloni di vestiti di C1 e seleziono, lavo, stiro, archivio, metto in valigia...
E' una sensazione strana: Cruscotto e' nato con 17 giorni d'anticipo, non me lo aspettavo, non avevo neanche finito di ricamare il nome sul fiocco da appendere alla porta, al contrario la nascita di Cruscotto 2 forse sara' programmata, che mi fa un po' effetto e mi mette un pochino in agitazione (positiva!). E non ha neanche un fiocco ricamato, il nome non e' ancora sicurosicuro e l'unico nome papabile al momento e' troppo lungo, il piu' lungo nome che vi venga in mente, ecco quello.
Cruscotto cresce, ormai e' un ometto che chiacchiera, dice la sua, ha un carattere forte, e' testardo e pieno di energia. Lo adoro.
La mia gravidanza e' stata bellissima, avrei potuto lavorare anche l'ottavo mese ma un po' che c'erano di mezzo le festivita' e un po' la voglia di stare con il mio piccolo mi hanno convinto a fermarmi al settimo e devo dire che ne sono felice: mi sono goduta mio figlio, le feste, la mia famiglia e, last but not least, mio marito.
Amo il mio Rinci ogni giorno di piu' perche' e' un marito unico ed un padre davvero speciale.
Insomma: sono davvero felice e ve lo volevo dire.
Buon 2013 a tutti.
Al mare
Oggi eravamo in spiaggia e ho detto al Rinci "amore, si sta benissimo, ma perche' non lo abbiamo mai fatto?". Beh la risposta e' facile... non c'era Cruscotto!
Un weekend lungo come questo l'avremmo passato a sciare, a Roma, in una citta' europea ed invece grazie a questo esserino perennemente raffreddato abbiamo scelto il mare, in recidence (cosi' cucino io e si risparmia un po'), in Liguria (che e' vicina)
E cosi' abbiamo scoperto la Liguria, ci era piaciuta al ponte di Sant'Ambrogio e siamo tornati, cambiando localita' eppure continua a stupirci piacevolmente.
Certo non sono paesi per passeggini con tutte quelle scale, ma e' comunque pensato per le famiglie e questo ci piace.
Buon fine settimana a tutti.
Ragazzi di oggi
I ragazzi ed i professori hanno sfatato in cinque minuti tutti i preconcetti - lo ammetto - e i luoghi comuni su scuola e preadolescenti.
I professori, entrambi all'ultimo anno di insegnamento, sono motivati e pieni di idee ma hanno anche di tanta voglia di ascoltare una persona totalmente estranea e con - quasi - nessuna esperienza di insegnamento come me.
I ragazzi sono un po' vivaci in effetti ma di quella frenesia che e' specchio di tanti interessi, idee, voglia di sapere cose nuove. Io amo i ragazzi vivaci quando il loro alzare la voce non e' maleducazione ma voglia di farsi sentire, di dire la loro, quando il loro ridere forte e' sinonimo di "sto bene qua".
Sono sempre felice di ricredermi su qualcosa, ancora di piu' quando si tratta di scuola e di ragazzi, il futuro ha l'oro in bocca.
Pensieri e parole
nuovo volto
stream of consciousness
Oggi
A Scuola di Vela
Il bicchiere mezzo pieno
Sono felice di poter passare le mie ore al lavoro con di fronte una persona cosi', perche' mi aiuta ad essere ancora piu' positiva, anche in tutti i casini che succedono e nei momenti di malinconia.
A volte vedere il bicchiere mezzo pieno e' dura, ma ce la facciamo sempre.
Quando arriva il mercoledi' io penso "domani posso dire domani lo vedo" e mi basta per sorridere, per entrare in ufficio sorridente.
In piu' oggi e' giovedi', quindi, posso dire - addirittura - "domani lo vedo" ... il bicchiere e' sempre mezzo pieno.
Del corso di vela non vi ho ancora parlato, vero? Domani vi racconto... merita!

