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L'anno dei 40

Quest'anno ho compiuto 40 anni.
Lo voglio scrivere perche' questo anno e' stato bellissimo e ne voglio tenere traccia. 
E mancano ancora piu' di tre settimane, chissa' quante cose ancora.

Cominciamo.
A gennaio e' nato Mini.
Fino a meta' novembre sono stata a casa in maternita'. Ho accudito Mini e mi sono coccolata Cruscotto.
A marzo ho ricominciato a correre e mi ci sono impegnata.
Il primo dicembre ho corso per la prima volta piu di due ore (19 km) e il quattro dicembre ho corso 10 km sotto l'ora. [Piccola aggiunta: il 31 dicembre ho corso la mia prima 10k competitiva a Roma].
A ferragosto, il giorno del mio compleanno, ho tagliato il traguardo di una 10 km portata in trionfo da due amici mentre lo speaker della gara cantava "tanti auguri a te" e il Rinci a meta' gara mi incitava con Cruscotto nel seggiolino della bici.
A meta' novembre sono rientrata al lavoro scoprendo di essere veramente apprezzata, ho letto la felicita' vera nelle persone che gia' conoscevo e in quelle che avevano solo sentito parlare di me solo perche' hanno scoperto che avremmo lavorato insieme su un progetto.
A ottobre e novembre, grazie ad una serie infinita di coincidenze, ho avuto modo di parlare/vedere/abbracciare tre dei miei ex studenti delle superiori e mi hanno detto delle cose davvero molto belle.
Ho passato meta' giugno, tutto luglio e tutto agosto - si', due mesi e mezzo - in campeggio con i miei pupotti.
Ad agosto ho dato ripetizioni di matematica al malcapitato di turno con l'esame a settembre - ogni anno ce n'e' uno - che ha cominciato ad amare la matematica, mi ha scritto una poesia per il giorno del mio compleanno e ha preso un voto altissimo all'esame di settembre, guadagnandosi dei crediti ma soprattutto una bella dose di autostima che, a 17 anni, non fa male.
Ho cucinato tanto per il mio amore. Il mio amore che e' sempre piu' grande, che ormai non dobbiamo neanche piu' parlare perche' pensiamo le stesse cose nello stesso momento. Amo il mio Rinci.
In questo anno soprattutto sono stata tanto tanto tempo con i miei figli, Cruscotto e' nell'anno dei tre anni e Mini e' nel suo primo anno, entrambi scoprono il mondo, scoprono le relazioni ed io sono con loro. 
E' una gioia incredibile stare con loro, chiacchierare con Cruscotto, rispondere alle sue domande, partecipare ad ogni progresso di Mini di persona.
Quando sono rientrata dalla maternita' di Cruscotto era estate, io in ufficio, lui al mare coi nonni, lo vedevo solo il sabato e la domenica. Ho lavorato tanto in questi anni, spesso arrivavo a casa che lui gia' dormiva, e' cresciuto senza di me, ho concentrato il tempo nei fine settimana passando con lui quello che spero sia stato "quality time". Quindi questo anno passato con loro per me e' un regalo meraviglioso, quei due mesi e mezzo al mare rimarranno indelebili nella mia memoria, vivo questo anno come un dono vero.
(La foto è il risultato di uno dei tanti pomeriggi con tempere a dita.)

Tutto in un anno, tutto nell'anno dei 40 anni. 
Solo una cosa da aggiungere.
Grazie.

Cosa regalare ad un bimbo piccolo?

In questi giorni sto svuotando gli scatoloni coi vestiti di C per riciclarli con M e ne ho trovato tanti con l'etichetta, tutti regali, e mi sono resa conto di quanto sia difficile fare un regalo utile ad un bimbo. 
Ho pensato allora di scrivere due righe con qualche semplice regola.
[Ovviamente quanto segue e' la mia opinione personale e non la verita' assoluta]

 Vestiti
- la taglia: per un neonato, se nell'sms dell'annunciazione non c'e' scritto quanti cm e' lungo, chiedete alla mamma del bimbo, non c'e' niente di peggio di una tutina gia' troppo piccola, la commessa poi vi aiutera' a capire cosa e' meglio acquistare. Se il bimbo e' piu' grande chiedete alla mamma "quanti cm veste" il bimbo, non la taglia ma i cm, non basatevi sull'eta' perche' ogni bimbo e' unico e ogni marca e' diversa. Ho tutine da 12 mesi che vestono 72, 74, 78 e 80 cm
- il modello: soprattutto per i piu piccoli, evitate modelli elaborati o con il colletto: i neonati non hanno il collo, il colletto batte sul mento dandogli la sensazione che stia arrivando la pappa e cercano di mangiarselo. 
Fate attenzione alle stagioni, se nasce a settembre e nei negozi trovate solo cose pesanti, non regalate tutine di taglia piccola, non le metterà mai
- il gusto: non regalate secondo il vostro gusto, se i genitori del pupo sono sempre in tuta oppure se vanno al supermercato con tacco 12 e cravatta c'e' differenza, scegliete in base al gusto dei genitori.

Giocattoli
- i bimbi molto piccoli non giocano con giocattoli ma ci sono dei regalini che potete fare che userà più avanti e che ... più ne ha e meglio e': calma gengive, doudou ma soprattutto, il quick win dei regali, il libro di stoffa, noi ne abbiamo diversi, ci si gioca a tutte le eta', si tiene comodamente in borsa, si lava in lavatrice
- per i bimbi un po' piu' grandi invece e' fondamentale conoscere i gusti dell'interessato e dei genitori (ho amici che non danno ai figli giochi con le batterie ma solo giochi creativi possibilmente in legno). Se non vedete il bimbo da un po' chiedete un consiglio ai genitori, ricordatevi che la sorpresa e' per il pupo non per i genitori.
In ogni caso libri e colori (atossici, lavabili, specifici per bambini) vanno quasi sempre bene.

Prodotti per l'igiene
- saranno molto apprezzati perche' costosetti ma dovete fare attenzione, le mamme sono piuttosto fissate sulla natura delle sostanze che spalmano sui figli quindi chiedete ad altre mamme un consiglio oppure informatevi e scegliete prodotti naturali. 

Questi consigli nascono dalla mia personale esperienza ma spero vi siano comunque utili.

Ricetta: cous cous gamberi e soia

Adoro questa ricetta, non ricordo neanche piu' dove la trovai anni e anni e anni fa, con il tempo l'ho riadattata e "fatta nostra".

Ingredienti per 2 persone:

  • 6/8 gamberi/oni a testa, il numero dipende dai gusti e dalla dimensione dei gamberi
  • [opzionali: 4 fette lonza di maiale abbastanza sottil; nel caso aggiungiate la lonza non superate i 4/6 gamberi a testa]
  • 1 limone scarso (o piccolo)
  • salsa di soia
  • olio evo
  • peperoncino
  • cous cous precotto, quello che e' pronto in 5 minuti di riposo in acqua bollita con olio e sale 
  • germogli di soia crudi, almeno un etto.

Preparate la marinata, almeno un'ora prima, mescolando:
- 8 cucchiai di olio evo
- il succo di un limone, avendo cura di filtrare i semini
- 4 cucchiai di salsa di soia; con una quantita' maggiore di salsa di soia e' sicuramente piu' saporito ma tende ad essere un po' salato, dipende quindi dai vostri gusti e dalla salsa di soia che siete soliti utilizzare
- peperoncino a pezzetti; la quantita' dipende da quanto amate il piccante, tenete conto che tra la marinatura e la cottura, il peperoncino ha modo di farsi sentire per benino.
Immergete nel liquidino che avete emulsionato i gamberi sgusciati [e le fettine di lonza, se sono grandine tagliatele a meta' con una forbice].
Mescolate ogni tanto.

In estate preparo la marinata appena ho tempo, anche diverse ore prima, la tengo in frigorifero e la tiro fuori almeno mezz'ora prima di cucinare, perche' l'olio si solidifica e deve avere tempo di sciogliersi.

Cottura:
Scaldate una casseruola antiaderente ampia (una wok va benissimo).
Nel frattempo, in un altro tegame, preparate il cous cous.
Scolate i gamberi e fateli saltare nella casseruola per un paio di minuti, unite la marinata [e la lonza].
Cuocete per qualche minuto finche' i gamberi [e la lonza] sono cotti, all'ultimo aggiungete i germogli di soia.

In tavola:
In una piatto grande, da portata, in un vassoio, in una teglia ovale per il forno in ceramica, insomma, dove piu' vi piace, disponete il cous cous un po' allargato, adagiatevi sopra gamberi [e lonza] un po' scolati, ma non troppo.
In una ciotolina versate il sughetto che e' rimasto nella casseruola.

In questo modo il sughetto piccantino e saporitino rimane a parte ed ogni commensale si puo' creare il proprio piatto servendosi gamberi, [lonza], cous cous e sughetto in quantita' variabili e secondo il proprio gusto.

Mi piace molto preparare questo piatto quando abbiamo amici a cena perche' e' velocissimo da cucinare all'ultimo minuto ed e' molto conviviale, aggiungo solo un numero sufficiente di ciotoline aumentando un pochino il sughetto quando preparo la marinata (l'importante e' mantenere le proporzioni limone/olio/salsa di soia).

#fridayreads: Volta la Carta, Faber

Il Rinci ed io amiamo moltissimo De Andre', una nostra cara amica lo sa e piu' di un anno fa ha regalato questo bellissimo libro a Cruscotto, il quale non se ne e' mai separato.


Ogni sera prima di dormire lo dobbiamo sfogliare almeno tre volte, sempre cantando (e mai con il cd, si canta noi).
Il trucco e' cantarla sempre piu' lentamente facendo in modo che C si rilassi.
I disegni che "raccontano" la canzone sono molto belli, non propriamente infantili ma a C piacciono comunque moltissimo e la possibilita' di sfogliare un libro grande, con le pagine fini, lo riempe sempre di gioia.

#fridayreads: Infinite Jest, DFW


Sto leggendo Infinite Jest di David Foster Wallace, quindi per un po' i fridayreads non ci saranno, non so bene quanto ci mettero' a finirlo!
Lo adoro. 
Come mi ha detto chi me l'ha consigliato, "c'e' tutto" ed e' vero.
Un bello specchio degli US, di questa societa' e, alla fine, di noi stessi.

A Natale ho regalato alla mia amica Manu "La scopa del sistema", le e' piaciuto tantissimo e adesso sta leggendo anche lei questo bel librone, lo abbiamo iniziato insieme: la pausa del caffe' del mattino a ridere su quando abbiamo letto il giorno/sera prima e' ormai un rito.

Vi lascio, al solito, un paio di citazioni.

"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si'? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si'? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" 

"Scoprirete che [...] La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità [...] [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...] Che ci vuole un grande coragggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...] Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso."




Vacanze & New Year Eve


Il 23 mi chiamano dall’asilo: Cruscotto ha 39 – trentanove – di febbre, probabile bocca-mani-piedi.
I giorni seguenti sono stati molto difficili, con le pustole in bocca non riusciva a mangiare, urlava per la fame ma non gli andava niente… per fortuna dopo qualche giorno si e’ ripreso  perfettamente.
Uno dei piu’ grandi progressi che ha fatto ultimamente C e’ cominciare a fare “si” e “no” con la testa, sembra poca cosa, ma per me e’ molto importante riuscire ad avere un riscontro su cosa gli va e cosa no, grande conquista. Nei giorni di malattia e’ stato fondamentale e ce la siamo cavata.

Il 30 siamo partiti per  Roma, il solito viaggio della speranza con tappa in agriturismo per pranzo e per far correre C, adora gli animali in genere ed i cani in particolare, si e’ divertito moltissimo ed ha mangiato al tavolo con noi. Partiti alle 9 arrivati alle 18, ottimo.

Capodanno l’abbiamo passato con amici, International New Year Eve: 3 italiani (e mezzo), due tedeschi, uno spagnolo-tedesco (sentire la stessa persona parlare sia tedesco che spagnolo e’ stranissimo), una polacca ed un inglese.
E’ stata una bella serata, eravamo molto curiosi di vedere come avrebbe reagito Cruscotto: mio cognato M. e’ inglese per cui ogni tanto quando stiamo insieme parliamo inglese, ma non esclusivamente perche’ M vuole imparare l’italiano e quindi alternamo. La sera di Capodanno invece nessuno degli amici stranieri parlava anche italiano e quindi C ha passato una vera serata internazionale.
Come ha reagito? Annuiva!
Non so se capiva oppure se, atteggiamento tipicamente italiano, annuiva proprio perche’ non capiva.

I giorni seguenti sono trascorsi tranquillamente anche se un po’ chiusi in casa perche’ Cruscotto si e’ di nuovo ammalato… febbre e problemini intestinale.

Il 6 siamo ripartiti con tappa a Firenze da amici, C sempre un po’ febbricitante e con poca voglia di giocare si e’ comunque divertito e noi con lui, e’ bello viaggiare con lui.

E finalmente siamo arrivati a casa, avevo cosi’ tanta voglia di casa e cosi’ poca voglia di tornare al lavoro che ieri ho invitato a pranzo i miei e non ho smontato l’albero, che ieri sera abbiamo anche acceso: l’unica casa d’Italia con l’albero acceso l’8 di gennaio!? Ebbene si’, per noi e’ sempre festa!

Il mio compleanno

Compiere gli anni a Ferragosto e' per me un privilegio: e' sempre festa. 
Compiere gli anni in una giornata di festa, per giunta in estate, e' bellissimo, tutti sono allegri, c'e' atmosfera sempre.
Ieri e' stata proprio una giornata speciale, cominciando dalla "Marcetta di Ferragosto", una 10 km non competitiva che ho corso per la prima volta sotto l'ora (non e' un gran risultato in assoluto ma per me e' un traguardo raggiunto) ma soprattutto a venti metri dal termine della gara mi hanno portato Cruscotto e ho tagliato il traguardo con lui in braccio... che emozione. Non c'e' nulla di piu' soddisfacente dello "riuscire" e condividerlo con qualcuno.
A pranzo abbiamo mangiato un po' di tutto tutti insieme, le solite tavolate ragazzi e adulti, Cruscotto con i ragazzi, inutile dire che si e' divertito un mondo.
E poi il gran finale, il Trailman e il Rinci hanno organizzato una sorpresa per tutti, ci hanno detto a che ora trovarci e come vestirci (e truccarci), siamo partiti senza sapere la meta e siamo arrivati a Livorno, al cinema... il cinema a Ferragosto!? 
Ebbene si': ci siamo visti, in una sala totalmente vuota, Grease in sing-a-long version. Noi (dodici in tutto) vestiti piu' o meno a tema, a cantare e ballare (il cinema vuoto e' stato un gran vantaggio, eh), alla fine abbiamo anche chiesto alla donna addetta alla pulizia della sala di farci una foto tutti insieme sotto i titoli di coda. 
Una serata bellissima, degna conclusione di un compleanno emozionante, davvero.

Spi

Sono stanca ma tanto felice, mi godo Cruscotto e anche la corsa, e anche il Rinci e anche la vela, insomma... tutto.
Nella foto (fatta con il telefono, abbiate pieta') lo spi che abbiamo montato per la prima volta ieri: bello e divertentissimo.

Si (ri)parteeeee

Stiamo per partire per il mare ma questa volta e' per ferie, siiiii.
Ho proprio bisogno di tre settimane di: Cruscotto, amici, campeggio, mare, sole, corse, sabbia, mangiate di pesce, tutto insomma ...

Vi auguro un Agosto proprio come voi lo volete, intanto io a Ferragosto compio gli anni.

A Scuola di Vela

Per i 40 anni del Rinci gli ho regalato un corso di vela, suo sogno da sempre, siccome i soldi sono di entrambi ho pensato che il regalo vero potesse essere farlo insieme; ho sentito un po' di amici, due si sono aggiunti ed eccoci qua: equipaggio formato. 
[La mia amica e' un mito e adesso abbiamo magliette - gialle - e cappellini uguali. Quando ci presentiamo a Scuola ci guardano tutti.]
La vela e' una di quelle cose che non mi interessa particolarmente e di cui ho anche un po' paura.
Per una persona che soffre di attacchi di panico essere in mezzo al mare con la possibilita' di rientrare a terra solo se c'e' vento e se ce la fai a sfruttarlo bene, non e' proprio il massimo.
Eppure mi sono detta "ce la voglio fare".
Sono andata un po' contro alla mia natura e alla prima lezione ho preso il boma in testa (non lo dite a nessuno), ma sono contenta cosi'. 
Sono contenta perche' il Rinci ha sorriso fino alle orecchie quando ha visto che sul buono per il corso c'era anche il mio nome, perche' e' una cosa in piu' da condividere, perche' non sono stata male per niente e il mare aperto mi e' piaciuto, il sole, il vento, gli amici. Sono contenta.
Certo se decide di fare il corso avanzato lo fa da solo, eh.

il mondo e' bello perche' e' vario, ma non troppo

Quando dico che Cruscotto e' al mare, a 400 km di distanza, con i nonni, le reazioni sono sempre le stesse, le ho catalogate:
padre: "quindi lo hai abbandonato, non ti senti in colpa?"
madre di bimbo sotto i tre anni: "ma come fai? io non ce la farei mai"
madre di bimbo sopra i tre anni: "beato lui"
DINK o single: "e vabbe', usciamo domani sera?"

ovviamente il Rinci ed io abbiamo reclutato tutti gli amici dell'ultima categoria e abbiamo pianificato aperitivi, cene, teatro e concerti per quasi tutte le sere delle prossime tre settimane.

Roma e' sempre magnifica

Siamo stati a Roma, il Rinci ha compiuto i suoi quarant'anni, festeggiati con un bbq buonissimo - ho un cognato inglese/sudafricano che fa un bbq spe tta co la re! - e tanti amici.
Sono felice quando vediamo gli amici di Roma perche' mi hanno fatto sentire una di loro dal primo giorno e so che il giorno che ci trasferiremo la' avro' gia' tante persone a cui voler bene e che mi vogliono bene.
E poi i romani sono la fine del mondo.

Ma soprattutto ci siamo stati in aereo, primo volo di Cruscotto che e' stato, neanche a dirlo, bravissimo, non ha pianto mai, rugnato mai, ha riso, giocato, scherzato con la ragazza seduta accanto a noi all'andata e con la hostess - gentilissima - al ritorno.
Una mia amica un giorno mi ha detto "ma avete pagato per avere un bambino cosi' bravo, vero?!", in realta' no, giuro, ma tant'e', Cruscotto e' fantastico.

La compagna di stanza

Dopo un po' che e' nato Cruscotto mi hanno riportato in stanza e li' ho trovato B, la mia compagna di stanza per i successivi otto - lunghi - giorni.
La compagna di stanza dell'ospedale (se e' uno di quegli ospedali in cui il bimbo te lo lasciano giorno e notte) quando nasce un pupo e' fondamentale, si condivide tutto, la gioia, il primo pannolino cambiato, i pianti dei rispettivi figli e i pianti del figlio dell'altra, i giorni, le notti ma soprattutto si condividono i dubbi e le paure, tutto, tuttotutto.
B e' brasiliana quindi tutto quello che dice e fa lo fa con il sorriso ed e' stato magnifico.
Abbiamo passato la prima  notte da sole (il mio in culla termica, il suo, nato quattro ore prima di Cruscotto, in osservazione) a cercare di dormire, senza riuscirci, e a ripercorrere il parto, al buio, sdraiate sul fianco, ci scambiavamo impressioni, ridendo (l'adrenalina ti fa fare cose incredibili!) poi stavamo un po' in silenzio, a pensare e poi di nuovo a chiacchierare, che notte indimenticabile. Mi sono sentita subito meno sola.
Per problemi diversi sia Cruscotto che Angioletto sono dovuti rimanere piu' di una settimana in ospedale e noi con loro, siamo rimaste insieme, con le nostre paure ed ansie a condividere tutto, dentro a quei sorrisi aperti e sinceri di B.
Sono passati quasi nove mesi, Cruscotto ed Angioletto crescono e noi a tempestarci di telefonate "ma anche Angioletto fa questo o quello?" "sai gli orari dell'inps?" "denti? niente!" "Angioletto gattona, ma tu stai tranquilla che ho chiesto alla mia pediatra e mi ha detto che anche se Cruscotto non gattona ancora fa niente, ogni bambino cresce a modo suo".
Ogni tanto ci vediamo anche, i due pupi cercano di interagire, poco in realta', ma noi almeno possiamo chiacchierare guardandoci negli occhi. 
Se si abbassa un po' la temperatura, oggi pomeriggio li portiamo al parco, perche' io Angioletto gattonare non me lo voglio perdere, e poi Cruscotto ha cominiciato con "deddedde deddede" e devo farlo sentire a B.

Dell'Amicizia mancata

Prima di conoscerci io ed il Rinci non ci conoscevamo, che, detta cosi', sembra un po' una tautologia, ma e' proprio vero. Lui nato e cresciuto a Roma, io in una provincia del nord ma proprio provincia provinciale, per dire, il Batterista lo conoscevo gia' prima che me lo presentassero perche' i nomi son sempre gli stessi e l'amico dell'amico dell'amico, insomma... avete capito.
Il Rinci non conosce ne' tante persone del mio passato ne' tante persone della citta' in cui viviamo, per cui ogni tanto gli capitano in mano delle foto e mi chiede "chi e' questa?" oppure "chi e' 'sto tipo? non l'ho mai visto" e io a dirgli che e' una con cui non mi parlo piu' perche' non andava d'accordo con il Batterista, oppure e' un amico che non vedo piu' e non so perche', oppure ancora era un mio amico ma da un giorno all'altro ha smesso di esserlo. 
E una, e due, e tre volte, mi sono resa conto che le persone della mia vita che sono etichettabili come ex amici sono tante, troppe, forse, o forse no, non lo so ma non mi sta bene. Alcune non mi importa, altre invece mi mancano, mi sono mancate in periodi precisi e, per alcuni, non so neanche il perche' non ci sono piu'.
Forse sono semplicemente una persona cattiva, non sono una buona amica e allora finisce cosi', finisce che ci si perde, che non ci si saluta piu' per strada, non so, forse. Mi chiedo davvero se sono una cattiva persona al punto che non ne vale la pena.
Ho contatto l'amica che mi e' mancata di piu' in assoluto, quella che era proprio come essere fidanzate e sabato ci vediamo, e magari lo chiedo a lei, o magari no, passiamo il giorno a chiacchierare e basta.

Il Teatro ed il Sexuan

Un anno fa eravamo tutti in panico totale per il saggio di recitazione (L'Anima buona del Sezuan di Bertold Brecht)
Lo spettacolo non era bello, o meglio a noi non piaceva e quindi eravamo tutti preoccupatissimi. In realta' lo spettacolo era bello e se solo noi avessimo smesso di pensare, ce la saremmo goduta, ci saremmo divertiti di piu' e lo spettacolo sarebbe stato bellissimo. 
Perche' parlo al plurale, beh, perche' il teatro e' una strada che si fa insieme e l'anno scorso io ho avuto la fortuna di avere dei compagni di viaggio magici, persone meravigliose in tutto, le animacce del Sexuan.
Mi ricordo il primo incontro, la piu' piccola sedici anni, il piu' grande sessantacinque, l'insegnante e lo studente, il manager e l'impiegato di banca, il tecnico e quella che fa mutande, c'erano proprio tutti, sotto lo sguardo attendo di quegli occhi azzurri che illuminano la nostra maestra, le animacce del Sexuan appunto.
C'e' una frase di Eugenio Barba che dice:

Il teatro può essere un luogo dove vale la pena di vivere a lungo perché permette di restare in punta di piedi. E' la tensione per affacciarsi oltre i limiti. 
Credo che se continuo a fare teatro e' perche' esso mi permette di incontrare uomini e donne che non si sentono a proprio agio nelle loro condizioni e continuano ad alzarsi in punta di piedi come se un giorno potessero volare.

Ed e' esattamente cosi', il teatro e' meraviglia, e' gioia ed e' emozione, e' tristezza, rabbia, concentrazione, azione e reazione, il teatro e' il teatro.

Ma soprattutto il teatro mi ha lasciato le animacce, alcune le sento ancora, altre no ma loro, le animacce del Sezuan, ci sono state in quel momento li', hanno fatto parte della mia vita in un periodo molto speciale - come lo e' la gravidanza - e non le dimentichero' mai, mi hanno lasciato una cosa tangibile, piccola cosa, dura e semplice dentro l'anima. 
A volte penso che e' corretto non rivedersi piu' perche' tutto fa parte di quel pezzo di vita la', come di un sogno o di un film, altre volte invece, come oggi, mi mancano da morire e vorrei averli tutti qua intorno a me, seduti in terra, a guardarci negli occhi.

C - la vita non e' quello che credi. e' un'acqua che i giovani lasciano colare senza saperlo, tra le loro dita aperte. chiudi le tue mani. chiudi le tue mani, fai presto. trattienila. vedrai, diventera' una piccola cosa dura e semplice che si sgranocchia, seduti al sole. ti diranno tutti il contrario perche' hanno bisogno della tua forza e del tuo slancio. non ascoltarli. ... ... lo imparerai anche tu, troppo tardi, la vita e' un libro che si ama, e' un bambino che gioca ai tuoi piedi, un arnese che si tiene bene in mano, una panchina per riposarsi la sera davanti a casa. mi disprezzerai ancora, ma scoprire questo, vedrai, e' la consolazione derisoria di invecchiare, la vita, non e' forse comunque che la felicita'.
A - la felicita'...
C - una parola misera, eh?
Anoiulh 

La ragazza con l'orecchino

In questo ultimo viaggio mi e' stata recapitata a mano una lettera - si', di carta - bellissima, una di quelle lettere che quando le ricevi dici: "me la leggo dopo, con calma, da sola perche' me la voglio godere e perche' so che piangero'". Ovviamente cosi' e' stato, mi sono molto commossa a leggere quello che pensa di me questa ragazza meravigliosa, la mia pupilla.

L'estate scorsa mi sono trovata, tra un esercizio di matematica e l'altro, a discorrere moltissimo con una ragazza meravigliosa con degli occhi grandi ma con uno sguardo come a dire che gli servirebbero occhi ancora piu' grandi tanta e' la fame di vedere, sapere, provare, conoscere.
Non so quanti di voi abbiamo la fortuna di discutere con continuita' con una persona di diciotto anni, beh, a me e' rinata la speranza, ho visto il fuoco risplendere nei suoi occhi, ho sentito la pietra nella fermezza delle sue idee e parole ma ho visto anche l'acqua cheta (!) nell'ascolto attento.

A Settembre in una telefonata dopo la nascita di Cruscotto si parlava di scuola ed occupazione e mi disse: "non mi piace che stiamo chiusi a scuola, li' non ci vede nessuno, mi piacerebbe andare a fare lezione in piazza Santa Croce, li', il primo giorno niente, il secondo niente, ma al terzo giorno qualcuno ci chiedera' perche' siamo li', no?!".

Ecco, io sono fortunata ad avere un'amica cosi', a poter leggere le sue poesie e a poter ascoltare cosa pensa lei di noi grandi e del futuro, ma a tutto il mondo vorrei dire: la prossima volta che incontrate un ragazzo con il piercing alla lingua, non alzate gli occhi al cielo, abbassateli invece, fermatevi, toglietevi il cappello e ascoltate, ci si guadagna.

Il Primo Viaggio

Siamo tornati domenica sera dal nostro primo viaggio in tre, esperienza unica, nove giorni intensi e divertentissimi.

Siamo partiti con la macchina carica che sembrava un trasloco e con un'ora di ritardo sulla tabella di marcia ma appena arrivati alla prima destinazione - tappa sulle colline intorno a Firenze nel B&B di un amico - ci siamo subito rasserenati: appena scesi dall'auto, davanti a quattro persone totalmente nuove, Cruscotto ha cominciato a sorridere e ridere e ha smesso solo il giorno dopo quando siamo ripartiti.
Poi una settimana a Roma dai nonni e, tra visite di amici e parenti, ha conosciuto tantissime persone ed e' sempre stato gioviale, simpatico e buonissimo.
Al ritorno ancora tappa a Firenze a casa di altri amici con festicciola per la prima Festa del Papa' per il Rinci, ancora tanta gente nuova e Cruscotto sempre piu' contento.

Insomma bilancio positivissimo, Cruscotto adora le persone, i bambini e ancora di piu' gli animali, vederlo stupito e contento e' una sensazione bellissima, con quella bocca sempre aperta e gli occhi spalancati, adorabile.

Sweet Sixteen

In queste settimane ho avuto modo di incontrare persone che non vedevo da tempo (alcuni da più di vent'anni... e realizzarlo mi ha fatto sentire più che vecchia, mi ha fatto sentire un po' sciura).
Persone che ho incontrato per la prima volta a quattordici, sedici anni e siamo diventati amici, ma amici come si può essere solo a quell'età, quell'amicizia fatta di lettere, bigliettini ogni giorno, telefonate chilometriche, quell'amicizia lì.
Quelle stesse persone le ho incontrate adesso e siamo stati ore a parlare e a ridere, ma a parlare e ridere come se non ci fossimo mai lasciati, come se avessi ricevuto l'ultima lettera ieri, con quella complicità che non è morta mai e quell'affetto di chi ha condiviso i momenti dell'adolescenza.
Alcune di queste persone hanno ora i miei stessi gusti ed interessi e la cosa un po' mi ha stupito perchè insomma la musica che ascolto io, o il teatro, non sono proprio interessi di tutti... è come se fossimo cresciuti insieme anche senza vederci o sentirci, come aver fatto la stessa strada stando lontani. Forse perchè quando si ha sedici anni si scelgono gli amici con altri sensi e per altre ragioni rispetto ad altri momenti della vita?
Non lo so, ma questa sensazione mi ha reso felice e mi ha alleggerito il cuore, sorrido al solo pensiero ed è un pensiero splendido.

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