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Don't panic

Qualche settimana fa siamo andati via per un week end lungo perche' il Rinci aveva una corsa in bici con la squadra.
Ero un po' terrorizzata all'idea di andare via, in albergo (quando C era piccolo preferivamo gli appartamenti in cui potessi avere una cucina a disposizione), con Mini cosi' piccolo, il tiralatte, Cruscotto con crisi di gelosia e ... insomma vedevo il fine settimana tutto in salita ma volevo andare perche' considero un arricchimento per C stare fuori casa, vedere persone nuove, luoghi diversi e poi non potevamo lasciare andare il Rinci tutto solo.
E poi rimanevo sola con bimbi (eh si', le mogli dei compagni di squadra del Rinci gareggiano anche loro) e tiralatte per la mattina della corsa solamente - e avevo anche portato il tablet, che facciamo usare a Cruscotto quasi esclusivamente in viaggio.
La sera prima della corsa mi sono ricordata che l'anno scorso in un'occasione simile ero terrorizzata all'idea di rimanere sola con C in un posto nuovo, senza appoggi, e mi chiedevo come fosse possibile che addirittura avessi perso il sonno per una mattinata sola con C, adesso ne sarei felicissima, e poi ho avuto l'illuminazione: avevo paura. 
Si', ero atterrita dalla paura di avere un attacco di panico, avevo paura di essere sola con un bimbo di un anno e mezzo e avere un attacco di panico.

La cosa peggiore del soffrire di attacchi di panico non sono gli attacchi in se' ma la paura di avere paura, e' quella ad essere paralizzante.

E io non ce l'ho piu'. Non so come quando e perche' questa paura sia svanita, non ci ho mai pensato, ma prendere coscienza della sua scomparsa mi fa stare bene. Benissimo direi.

A Scuola di Vela

Per i 40 anni del Rinci gli ho regalato un corso di vela, suo sogno da sempre, siccome i soldi sono di entrambi ho pensato che il regalo vero potesse essere farlo insieme; ho sentito un po' di amici, due si sono aggiunti ed eccoci qua: equipaggio formato. 
[La mia amica e' un mito e adesso abbiamo magliette - gialle - e cappellini uguali. Quando ci presentiamo a Scuola ci guardano tutti.]
La vela e' una di quelle cose che non mi interessa particolarmente e di cui ho anche un po' paura.
Per una persona che soffre di attacchi di panico essere in mezzo al mare con la possibilita' di rientrare a terra solo se c'e' vento e se ce la fai a sfruttarlo bene, non e' proprio il massimo.
Eppure mi sono detta "ce la voglio fare".
Sono andata un po' contro alla mia natura e alla prima lezione ho preso il boma in testa (non lo dite a nessuno), ma sono contenta cosi'. 
Sono contenta perche' il Rinci ha sorriso fino alle orecchie quando ha visto che sul buono per il corso c'era anche il mio nome, perche' e' una cosa in piu' da condividere, perche' non sono stata male per niente e il mare aperto mi e' piaciuto, il sole, il vento, gli amici. Sono contenta.
Certo se decide di fare il corso avanzato lo fa da solo, eh.

Corri Forrest, corri

Nel corso della mia infanzia e poi adolescenza io sono stata una di quelle brave, intelligente e brillante, insomma mi riusciva tutto - e bene -  cosi' e' cominciato ad essere "normale" che le cose andassero in un certo modo, i voti alti e tutto il resto, nessuno l'ha mai messo in dubbio e non ho mai ricevuto molte lodi, dal momento che era perfettamente naturale. Data la mia passione per la musica un po' alternativa, ai tempi dell'Universita' ho cominciato a lavorare in una radio, ero brava, ho una bella voce - a detta di chi ascoltava - volevo fare la doppiatrice.

Poi a ventitre anni ho cominciato a stare male, mi sono sottoposta a tutti i tipi di esami: cuore, niente, cervello, niente, sangue, niente. Finche' un neurologo emette la sentenza: "attacchi di panico", per me non era accettabile, io, quella forte, indipendente, la "prima", non potevo soffrire di qualcosa che non fosse una malattia vera (adesso so che e' una malattia vera ma, ai tempi, non lo volevo accettare). 
Sono stata diversi mesi chiusi in casa per paura di uscire, ho smesso di fare tutto, sono crollata insomma, quella vita li' di eccellenza e il fare tantetante cose mi avevano consumata.
Quando comincio a riprendermi un'amica mi dice "e' inutile che dici a tutti che farai la bassista o la doppiatrice, non farai mai niente, perche' hai troppa paura di fallire."
Insomma: una mazzata dietro l'altra, ma mi ha messo di fronte alla realta': essere sempre brava mi ha creato un sacco di complessi, ero terrorizzata di non riuscire in qualcosa e deludere tutti (prima gli altri ovviamente e poi me stessa). Suonare uno strumento, recitare, certi sport, erano tutte esperienze che evitavo. 
Poi sono cresciuta, a poco a poco ho imparato a convivere con le mie debolezze, tra le quali gli attacchi di panico, ho capito che non posso essere sempre "quella brava" e ci ho guadagnato.
E parecchio.
Mi sono finalmente iscritta ad un corso di teatro, so di non essere brava e che non faro' mai l'attrice, ne' la doppiatrice ma mi piace studiare, mi piace mettermi comunque in gioco lasciando che siano gli altri a brillare. Le emozioni che mi ha regalato recitare, anche senza essere la protagonista, sono incredibili.
E ho cominciato a correre.

Correre e' la mia psicoterapia, quando corro penso e ripenso, mi analizzo, analizzo la giornata, faccio la lista delle cose da fare, ripercorro i momenti no, sudo e mi sfogo. 
Quando corro, la notte dormo come una bambina.
Non sono brava, non e' proprio il mio sport, prima della gravidanza, al massimo della forma, 10km li facevo in un'ora (i runner dilettanti un po' seri li fanno in 40/45 minuti, anche meno quelli bravibravi), ma chissenefrega e poi... sono comunque 10 km!
Io adoro correre e corro comunque anche se, quando faccio le gare, arrivo appena prima dell'ambulanza.

Da qualche settimana ho ricominciato a correre (post gravidanza ed allattamento) ed e' una delle cose che mi fa piu' capire che sto riprendendo in mano la mia vita e che ce la posso fare. 
Certo sto sempre a controllare i tempi perche' e' nella mia indole voler migliorare sempre un pochino ma cerco di non essere troppo severa con me stessa.
Avete presente quando Forrest Gump comincia a correre e corre, corre, corre, ecco io lo capisco, la sensazione di testa leggera e le gambe che vanno e' davvero meravigliosa.

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