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La cultura degli alibi

Stamattina sentivo la giustificazione che ha dato Al Gore sulla poca incisivita' di Obama nel confronto con Romney: eccessiva altitudine della citta' scelta per il dibattito.

Immediatamente mi e' tornato in mente il discorso di Velasco sulla cultura degli alibi e ho cominciato a pensare a quanto, io stessa, ricerchi alibi al lavoro, come mamma, come moglie.

Secondo me vale la pena riascoltarlo ogni tanto [anche perche' fa molto ridere].





Ragazzi di oggi

Per un progetto legato alla mia azienda mi sta capitando di interagire con una scuola media e con i ragazzi che frequentano la terza, mi sto divertendo tantissimo.
I ragazzi ed i professori hanno sfatato in cinque minuti tutti i preconcetti - lo ammetto - e i luoghi comuni su scuola e preadolescenti.

I professori, entrambi all'ultimo anno di insegnamento, sono motivati e pieni di idee ma hanno anche di tanta voglia di ascoltare una persona totalmente estranea e con - quasi - nessuna esperienza di insegnamento come me.
I ragazzi sono un po' vivaci in effetti ma di quella frenesia che e' specchio di tanti interessi, idee, voglia di sapere cose nuove. Io amo i ragazzi vivaci quando il loro alzare la voce non e' maleducazione ma voglia di farsi sentire, di dire la loro, quando il loro ridere forte e' sinonimo di "sto bene qua".

Sono sempre felice di ricredermi su qualcosa, ancora di piu' quando si tratta di scuola e di ragazzi, il futuro ha l'oro in bocca.

Vacanze & New Year Eve


Il 23 mi chiamano dall’asilo: Cruscotto ha 39 – trentanove – di febbre, probabile bocca-mani-piedi.
I giorni seguenti sono stati molto difficili, con le pustole in bocca non riusciva a mangiare, urlava per la fame ma non gli andava niente… per fortuna dopo qualche giorno si e’ ripreso  perfettamente.
Uno dei piu’ grandi progressi che ha fatto ultimamente C e’ cominciare a fare “si” e “no” con la testa, sembra poca cosa, ma per me e’ molto importante riuscire ad avere un riscontro su cosa gli va e cosa no, grande conquista. Nei giorni di malattia e’ stato fondamentale e ce la siamo cavata.

Il 30 siamo partiti per  Roma, il solito viaggio della speranza con tappa in agriturismo per pranzo e per far correre C, adora gli animali in genere ed i cani in particolare, si e’ divertito moltissimo ed ha mangiato al tavolo con noi. Partiti alle 9 arrivati alle 18, ottimo.

Capodanno l’abbiamo passato con amici, International New Year Eve: 3 italiani (e mezzo), due tedeschi, uno spagnolo-tedesco (sentire la stessa persona parlare sia tedesco che spagnolo e’ stranissimo), una polacca ed un inglese.
E’ stata una bella serata, eravamo molto curiosi di vedere come avrebbe reagito Cruscotto: mio cognato M. e’ inglese per cui ogni tanto quando stiamo insieme parliamo inglese, ma non esclusivamente perche’ M vuole imparare l’italiano e quindi alternamo. La sera di Capodanno invece nessuno degli amici stranieri parlava anche italiano e quindi C ha passato una vera serata internazionale.
Come ha reagito? Annuiva!
Non so se capiva oppure se, atteggiamento tipicamente italiano, annuiva proprio perche’ non capiva.

I giorni seguenti sono trascorsi tranquillamente anche se un po’ chiusi in casa perche’ Cruscotto si e’ di nuovo ammalato… febbre e problemini intestinale.

Il 6 siamo ripartiti con tappa a Firenze da amici, C sempre un po’ febbricitante e con poca voglia di giocare si e’ comunque divertito e noi con lui, e’ bello viaggiare con lui.

E finalmente siamo arrivati a casa, avevo cosi’ tanta voglia di casa e cosi’ poca voglia di tornare al lavoro che ieri ho invitato a pranzo i miei e non ho smontato l’albero, che ieri sera abbiamo anche acceso: l’unica casa d’Italia con l’albero acceso l’8 di gennaio!? Ebbene si’, per noi e’ sempre festa!

La compagna di stanza

Dopo un po' che e' nato Cruscotto mi hanno riportato in stanza e li' ho trovato B, la mia compagna di stanza per i successivi otto - lunghi - giorni.
La compagna di stanza dell'ospedale (se e' uno di quegli ospedali in cui il bimbo te lo lasciano giorno e notte) quando nasce un pupo e' fondamentale, si condivide tutto, la gioia, il primo pannolino cambiato, i pianti dei rispettivi figli e i pianti del figlio dell'altra, i giorni, le notti ma soprattutto si condividono i dubbi e le paure, tutto, tuttotutto.
B e' brasiliana quindi tutto quello che dice e fa lo fa con il sorriso ed e' stato magnifico.
Abbiamo passato la prima  notte da sole (il mio in culla termica, il suo, nato quattro ore prima di Cruscotto, in osservazione) a cercare di dormire, senza riuscirci, e a ripercorrere il parto, al buio, sdraiate sul fianco, ci scambiavamo impressioni, ridendo (l'adrenalina ti fa fare cose incredibili!) poi stavamo un po' in silenzio, a pensare e poi di nuovo a chiacchierare, che notte indimenticabile. Mi sono sentita subito meno sola.
Per problemi diversi sia Cruscotto che Angioletto sono dovuti rimanere piu' di una settimana in ospedale e noi con loro, siamo rimaste insieme, con le nostre paure ed ansie a condividere tutto, dentro a quei sorrisi aperti e sinceri di B.
Sono passati quasi nove mesi, Cruscotto ed Angioletto crescono e noi a tempestarci di telefonate "ma anche Angioletto fa questo o quello?" "sai gli orari dell'inps?" "denti? niente!" "Angioletto gattona, ma tu stai tranquilla che ho chiesto alla mia pediatra e mi ha detto che anche se Cruscotto non gattona ancora fa niente, ogni bambino cresce a modo suo".
Ogni tanto ci vediamo anche, i due pupi cercano di interagire, poco in realta', ma noi almeno possiamo chiacchierare guardandoci negli occhi. 
Se si abbassa un po' la temperatura, oggi pomeriggio li portiamo al parco, perche' io Angioletto gattonare non me lo voglio perdere, e poi Cruscotto ha cominiciato con "deddedde deddede" e devo farlo sentire a B.

il numero due, anzi tre

Stanotte non ho dormito, quando non dormo penso e se penso mi parte la logorrea, vedete voi se vi va di leggere tuttotutto.

La settimana scorsa parlavo con mia madre della prossima estate e le ho detto che, se tutto va secondo i piani - il che e' impossibile, lo sappiamo tutti - l'anno prossimo in questo periodo dovrei essere di nuovo in attesa; lei e' rimasta un attimo seria e poi mi ha detto "hai una casa che vola via (ndr. tipica espressione gergale di queste parti) gia' adesso, figurati con due e Cruscotto che sara' piu' grande" e io le ho risposto "perche' secondo te a me importa che la casa sia in ordine?!".

Apro parentesi.
Ed e' vero io sono un po' una disordinata cronica e quindi se devo scegliere tra giocare con Cruscotto - ndr. il numero due - o farmi un riposino o una corsa e sistemare casa... beh, scelgo sempre di non sistemare, mi godo l'attimo insomma e chissenefrega della casa (beninteso che sto parlando di ordine e non di pulizia, ovvio che la casa e' pulitissima, ma l'ordine... beh, non pervenuto).
Chiudo parentesi.

Pero' poi ci ripenso alle cose e da brava Project Manager comincio a fare la lista dei pro e dei contro.
Pro: ho una certa eta', quest'anno sono 38, l'anno prossimo quindi sono 39, i quaranta (lo scrivo in lettere fa meno impressione) si avvicinano paurosamente, e poi metti che non arriva subito, con Cruscotto abbiamo aspettato 3 anni e mezzo... Quando saranno grandi saranno in due e non Cruscotto da solo (come me che non amo la mia condizione di figlia unica). Se sono piccoli insieme e' piu' bello sia per loro che per noi. ...
Insomma i pro ci sono e i contro?
Non so se saro' in grado, considerando anche il lavoro, di dedicare loro del tempo di qualita'.
Ma, soprattutto, siamo proprio sicuri di voler far nascere un altro bimbo in questo mondo, proprio questo qua? Che vita e che futuro gli stiamo donando?

L'unica cosa di cui sono certa e' che avranno un papa' eccezionale - il numero uno - questo mi spinge ad andare avanti e ad avere fiducia: noi due.

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