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#fridayreads: Volta la Carta, Faber

Il Rinci ed io amiamo moltissimo De Andre', una nostra cara amica lo sa e piu' di un anno fa ha regalato questo bellissimo libro a Cruscotto, il quale non se ne e' mai separato.


Ogni sera prima di dormire lo dobbiamo sfogliare almeno tre volte, sempre cantando (e mai con il cd, si canta noi).
Il trucco e' cantarla sempre piu' lentamente facendo in modo che C si rilassi.
I disegni che "raccontano" la canzone sono molto belli, non propriamente infantili ma a C piacciono comunque moltissimo e la possibilita' di sfogliare un libro grande, con le pagine fini, lo riempe sempre di gioia.

#fridayreads: Infinite Jest, DFW


Sto leggendo Infinite Jest di David Foster Wallace, quindi per un po' i fridayreads non ci saranno, non so bene quanto ci mettero' a finirlo!
Lo adoro. 
Come mi ha detto chi me l'ha consigliato, "c'e' tutto" ed e' vero.
Un bello specchio degli US, di questa societa' e, alla fine, di noi stessi.

A Natale ho regalato alla mia amica Manu "La scopa del sistema", le e' piaciuto tantissimo e adesso sta leggendo anche lei questo bel librone, lo abbiamo iniziato insieme: la pausa del caffe' del mattino a ridere su quando abbiamo letto il giorno/sera prima e' ormai un rito.

Vi lascio, al solito, un paio di citazioni.

"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si'? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si'? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" 

"Scoprirete che [...] La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità [...] [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...] Che ci vuole un grande coragggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...] Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso."




#fridayreads: La lunga oscura pausa caffe' dell'anima, Douglas Adams


Nelle vacanze di Natale mi sono letta l'ultimo di Adams (piuttosto postumo) e mi e' piaciuto molto.
Avevo letto commenti piuttosto tiepidi, ma devo dire che a me e' piaciuto, sara' che avevo tanta voglia di leggere ancora qualcosa di Adams, con la sua ironia e il suo sarcasmo, sara' che mi e' sembrato di leggere un Gaiman, dei che si ritrovano a dover sopravvivere nella Londra di oggi, tra case di riposo e aereoporti, non so perche' ma mi e' piaciuto.
Consiglio: se avete voglia di qualcosa di leggero, ironico e un po' fantastico ma non troppo e' il libro che fa per voi.

Incipit:
Non può essere un caso che in nessuna lingua terrestre esista l'espressione "Bello come un aeroporto"
cit. Douglas Adams, La lunga oscura pausa caffe' dell'anima, ****

#fridayreads: Dance Dance Dance, Murakami Haruki

Ormai lo sapete che quando vado in fissa con un autore poi devo leggere tutto e allora ecco un altro romanzo di Murakami che deve essere letto.
Un giorno ho detto ad una amica "Considerando che mi e' piaciuto piu' Kafka sulla spiaggia di Norwegian wood, cosa mi consigli?" lei ha risposto "Dance Dance Dance" e, vi assicuro, lo sto amando alla follia.

Alcuni brani, cosi' per darvi un'idea...

"Ma cosa devo fare allora?"
"Danzare" rispose "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano". 
Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro.
"Danzare è la tua unica possibilità" continuò "devi danzare, e danzare bene. tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch'io potrò darti una mano. Finchè c'è musica, devi danzare!" 

E' un lavoro che non ha senso. Trovo un ristorante dove si mangia bene e scrivo un articolo per farlo conoscere a tutti. Andateci, e scegliete questo e quest'altro. Che bisogno c'è di una cosa del genere? non sarebbe meglio se ognuno scegliesse liberamente quello che gli piace? Perchè ci vuole qualcuno che ti suggerisce perfino dove e cosa mangiare? E poi quando si presenta un ristorante su una rivista, in breve tempo diventa famoso, e inevitabilmente la cucina e il servizio peggiorano. Nove casi su dieci. Perchè si altera l'equilibrio tra domanda e offerta. E i responsabili siamo noi. Troviamo qualcosa, e la roviniamo sistematicamente. E' immacolata? Noi la riempiamo di macchie. Ed è questo che la gente chiama informazione. 

#fridayreads: The Giver, Lowry

Vorrei scrivere qualcosa di illuminante sul libro che ho appena finito di leggere, ma e' davvero difficile.
L'unica affermazione veramente vera e' che non mi stanchero' mai di leggere libri per ragazzi.









The Giver, Lois Lowry *****


Vi lascio pero' con una citazione:

"Google can bring you back 100,000 answers, a librarian can bring you back the right one."
Neil Gaiman

#fridayreads: La Scopa del Sistema, DFW

All'interno di quella trama pazzesca che vi ho raccontato prima, tra i personaggi assurdi che vi ho descritto ci sono descrizioni, riflessioni, parentesi davvero interessanti e poetiche. Di seguito una di quelle che mi ha colpito.

"Vedo le facce di quelli che appartengono e le facce di quelli che non appartengono. Le facce che appartengono appaiono a schiera, come medaglie sul bavero si un'alta uniforme. Le medaglie ballonzolano, perche' gli appartenenti hanno l'andatura spavalda. Le facce degli appartenenti sono penosamente complesse, l'espressione di ciascuna e' creata e suscitata, tramite processi che mi sono oscuri, dalle facce che ha accanto. Queste strutture si intrecciano e si amalgamano, poiche' ancora non hanno cominciato ad azzuffarsi. Ovviamente le facce di quelli che non appartengono sono facce regolabili da Vance Vigoreous, con tanto di occhi neri. Molte di queste facce sono chine, per paura di inciampare su una radice, per paura d'esser viste inciampare su una radice. Sono le facce che non dormono, che dormono male, che dormono sole, e che si sforzano di pensare ad altro quando odono determinati rumori provenire dalla stanza accanto. Intuisco nei giocatori di frisbee, che sto continuando a osservare, un tasso altissimo di non-appartenenza. Le tracce dell'attrezzo sono tenui scie tra un giocatore e l'altro, linee che vengono spazzate e infrante come seta di ragno dal vento dietro i campi sportivi della Memorial Hill. Le facce dei non appartenenti sono le facce instabili che invece sono stabili, le facce auto-definite, le facce definite dal non appartenere a un luogo che e' definito dall'appartenenza. Sono quelle facce che, tutelate e imprigionate, guardano da dietro il filo spinato dei confini della proprio struttura, le facce che sanno che, per la mera grazia di un Dio rinomato per l'arbitrarieta' della sua grazia, sono loro che dovrebbero trovarsi legate e rinchiuse negli sgabuzzini del college. Facce che sono irraggiungibili da cosi' lontano, e che ti guardano attraverso, e che ti classificano in un istante, contro la propria e la tua volonta'."
cit. David Foster Wallace

Evangelisti, Gaiman e DFW

In queste settimane al mare ho letto tre - bei - romanzi, quello che sto leggendo ora e' il piu' incredibile di tutti. Ma andiamo con ordine.

Partenza con Valerio Evangelisti, Il Castello di Eymerich, un bel romanzo ma devo dire meno sorprendente degli altri della serie. ***
Eymerich alle prese con i misteri di un castello in cui si susseguono accadimenti strani e di origine oscura, riuscira' con il suo acume e la sua lungimiranza a dipanare la matassa, facendo anche un po' di giustizia, a modo suo.

Intermezzo con Neil Gaiman, Il figlio del cimitero, adoro i romanzi per ragazzi e questo devo dire che non mi ha deluso - Gaiman non delude mai. Storia avvincente con personaggi affascinanti, consigliatissimo a qualsiasi eta'. *****
Bod (diminutivo di Nobody) arriva gattonando in un cimitero nella notte in cui un misterioso assassino uccide i genitori e la sorella. Cresce nel cimitero, acquisendone poteri e segreti fino al momento di affrontare il mondo. Mondo in cui l'assassino lo sta ancora aspettando.

Sul finale il romanzo che sto leggendo in questi giorni (ho superato la meta' questa notte - impossibile smettere di leggerlo) La scopa del sistema di David Foster Wallace. So di aver scoperto l'acqua calda (non e' la prima volta) ma devo dire che DFW e' unico, sorprendente, trascinante, tanto incredibile da diventare credibile. Personaggi estremamente personaggi descritti e raccontati in maniera superba con una scrittura cosi' originale da rendere DFW davvero unico. *****
Lenore e' alla ricerca della bisnonna 92enne (Lenore) scomparsa dalla casa di cura e nel suo interrogarsi ci fa incontrare personaggi assurdi quanto veri, il padre ricchissimo e padrone di tutta la citta', il fratello genio dal luciferino aspetto che vive di alcool e marijuana, l'altro fratello ancora piu' genio anoressico e fissato con i quiz, un ricchissimo industriale il cui obiettivo e' mangiare a tal punto da occupare tutto lo spazio con le proprie dimensioni, il fidanzato (o no?) geloso ed ossessivo, il pappagallo che inizia - miracolosamente? - a parlare tra il sacro e il - molto - profano ...
Magari ci scrivo un post a parte, meglio.

L'arte di correre - Murakami Haruki

Volevo scrivere tante cose su "L'arte di correre" di Murakami Haruki ma non ho tempo, uffa.
Per cui vi riporto solo qualche stralcio:
"Per il momento la spiegazione mi sembra lontana. In conclusione, cio' che posso dire e' soltanto questo: forse la vita e' cosi'. Forse e' una cosa che dobbiamo semplicemente accettare, a prescindere da ragioni e circostanze. Come le tasse, come i flussi delle maree, come la morte di John Lennon, come un errore dell'arbitro durante i campionati del mondo."
"Con lei (ndr la mia solita natura individualista, cocciuta, ... ), come fosse una vecchia borsa a tracolla, ho percorso molta strada. Non me la porto appresso perche' mi piaccia. E' troppe pesante per me, e nemmeno tanto bella. Qua e la' strappata. Mi sono rassegnato a tenermela perche' non ne ho un'altra di ricambio. E' quella che e', ma le sono affezionato. [...] In altre parole, continuo a portarmi in spalla la mia vecchia borsa. Probabilmente diretto verso qualcosa di poco incisivo. Diretto verso una maturita' taciturna e barocca - o per esprimermi in maniera piu' umile, verso il vicolo cieco dove si arrestera' la mia evoluzione"
Murakami Haruki

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