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E ancora ... Marta sui Tubi

E dopo Afterhours e Marlene Kuntz anche i Marta sui Tubi hanno partecipato a Sanremo ed, ovviamente, sono stati grandiosi.

Il nuovo disco (Cinque - la luna e le spine) è molto interessante e come sempre innovativo e "al di sopra".
Solitamente a metà della prima canzone C si avvicina allo stereo e dice "più fo'te mamma, più fo'te" e alza il volume, sono molto fiera di avere un figlio così rock.

Tra le varie attività del Nido che frequenta C c'è musica.
Insieme a due musicisti ascoltano chitarra e pianoforte suonati dal vivo ed imparano a toccare gli strumenti, a suonarli insieme.
C è il più attivo ed interessato fra i bimbi e quando arriva a casa prende la chitarra e suona.
Sono fierissima di questa sua passione e spero che questo suo amore sia mutuato, almeno in parte, dalla nostra (mia e del Rinci) di passione per la musica ed i dischi... d'altronde la tv è sempre spenta e lo stereo sempre acceso, non poteva essere altrimenti!

Dormi qui, sono piccolo per abbracciare il cielo
Dormi qui, troppo grande per volarci dentro

Guarda "Marta sui Tubi - Vorrei (official video)" su YouTube

#fridayreads: Infinite Jest, DFW


Sto leggendo Infinite Jest di David Foster Wallace, quindi per un po' i fridayreads non ci saranno, non so bene quanto ci mettero' a finirlo!
Lo adoro. 
Come mi ha detto chi me l'ha consigliato, "c'e' tutto" ed e' vero.
Un bello specchio degli US, di questa societa' e, alla fine, di noi stessi.

A Natale ho regalato alla mia amica Manu "La scopa del sistema", le e' piaciuto tantissimo e adesso sta leggendo anche lei questo bel librone, lo abbiamo iniziato insieme: la pausa del caffe' del mattino a ridere su quando abbiamo letto il giorno/sera prima e' ormai un rito.

Vi lascio, al solito, un paio di citazioni.

"Dov'è allora la loro linea retta più breve, si'? Dov'è la linea efficientemente e rapidamente retta di Euclide allora, si'? E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa in mezzo?" 

"Scoprirete che [...] La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. [...] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità [...] [...] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [...] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [...] Che ci vuole un grande coragggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [...] Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso."




#fridayreads: La lunga oscura pausa caffe' dell'anima, Douglas Adams


Nelle vacanze di Natale mi sono letta l'ultimo di Adams (piuttosto postumo) e mi e' piaciuto molto.
Avevo letto commenti piuttosto tiepidi, ma devo dire che a me e' piaciuto, sara' che avevo tanta voglia di leggere ancora qualcosa di Adams, con la sua ironia e il suo sarcasmo, sara' che mi e' sembrato di leggere un Gaiman, dei che si ritrovano a dover sopravvivere nella Londra di oggi, tra case di riposo e aereoporti, non so perche' ma mi e' piaciuto.
Consiglio: se avete voglia di qualcosa di leggero, ironico e un po' fantastico ma non troppo e' il libro che fa per voi.

Incipit:
Non può essere un caso che in nessuna lingua terrestre esista l'espressione "Bello come un aeroporto"
cit. Douglas Adams, La lunga oscura pausa caffe' dell'anima, ****

#fridayreads: The Giver, Lowry

Vorrei scrivere qualcosa di illuminante sul libro che ho appena finito di leggere, ma e' davvero difficile.
L'unica affermazione veramente vera e' che non mi stanchero' mai di leggere libri per ragazzi.









The Giver, Lois Lowry *****


Vi lascio pero' con una citazione:

"Google can bring you back 100,000 answers, a librarian can bring you back the right one."
Neil Gaiman

Poesia in musica

"Ecco che muove sgretola dilaga
Uno si dichiara indipendente e se ne va
Uno si raccoglie nella propria intimità
L'ultimo proclama una totale estraneità
Tu con lo sguardo eretto all'avvenire
Fisso al sole nascente ed adirato all'imbrunire
Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai
Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai"
cit. CCCP
nel video la versione CSI - live acustico In Quiete


#fridayreads: La Scopa del Sistema, DFW

All'interno di quella trama pazzesca che vi ho raccontato prima, tra i personaggi assurdi che vi ho descritto ci sono descrizioni, riflessioni, parentesi davvero interessanti e poetiche. Di seguito una di quelle che mi ha colpito.

"Vedo le facce di quelli che appartengono e le facce di quelli che non appartengono. Le facce che appartengono appaiono a schiera, come medaglie sul bavero si un'alta uniforme. Le medaglie ballonzolano, perche' gli appartenenti hanno l'andatura spavalda. Le facce degli appartenenti sono penosamente complesse, l'espressione di ciascuna e' creata e suscitata, tramite processi che mi sono oscuri, dalle facce che ha accanto. Queste strutture si intrecciano e si amalgamano, poiche' ancora non hanno cominciato ad azzuffarsi. Ovviamente le facce di quelli che non appartengono sono facce regolabili da Vance Vigoreous, con tanto di occhi neri. Molte di queste facce sono chine, per paura di inciampare su una radice, per paura d'esser viste inciampare su una radice. Sono le facce che non dormono, che dormono male, che dormono sole, e che si sforzano di pensare ad altro quando odono determinati rumori provenire dalla stanza accanto. Intuisco nei giocatori di frisbee, che sto continuando a osservare, un tasso altissimo di non-appartenenza. Le tracce dell'attrezzo sono tenui scie tra un giocatore e l'altro, linee che vengono spazzate e infrante come seta di ragno dal vento dietro i campi sportivi della Memorial Hill. Le facce dei non appartenenti sono le facce instabili che invece sono stabili, le facce auto-definite, le facce definite dal non appartenere a un luogo che e' definito dall'appartenenza. Sono quelle facce che, tutelate e imprigionate, guardano da dietro il filo spinato dei confini della proprio struttura, le facce che sanno che, per la mera grazia di un Dio rinomato per l'arbitrarieta' della sua grazia, sono loro che dovrebbero trovarsi legate e rinchiuse negli sgabuzzini del college. Facce che sono irraggiungibili da cosi' lontano, e che ti guardano attraverso, e che ti classificano in un istante, contro la propria e la tua volonta'."
cit. David Foster Wallace

L'arte di correre - Murakami Haruki

Volevo scrivere tante cose su "L'arte di correre" di Murakami Haruki ma non ho tempo, uffa.
Per cui vi riporto solo qualche stralcio:
"Per il momento la spiegazione mi sembra lontana. In conclusione, cio' che posso dire e' soltanto questo: forse la vita e' cosi'. Forse e' una cosa che dobbiamo semplicemente accettare, a prescindere da ragioni e circostanze. Come le tasse, come i flussi delle maree, come la morte di John Lennon, come un errore dell'arbitro durante i campionati del mondo."
"Con lei (ndr la mia solita natura individualista, cocciuta, ... ), come fosse una vecchia borsa a tracolla, ho percorso molta strada. Non me la porto appresso perche' mi piaccia. E' troppe pesante per me, e nemmeno tanto bella. Qua e la' strappata. Mi sono rassegnato a tenermela perche' non ne ho un'altra di ricambio. E' quella che e', ma le sono affezionato. [...] In altre parole, continuo a portarmi in spalla la mia vecchia borsa. Probabilmente diretto verso qualcosa di poco incisivo. Diretto verso una maturita' taciturna e barocca - o per esprimermi in maniera piu' umile, verso il vicolo cieco dove si arrestera' la mia evoluzione"
Murakami Haruki

... quindi tanto vale godersela

"Io posso credere a qualsiasi cosa. Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marilyn Monroe e nei Beatles, in Elvis e in Mister Ed. Guarda… credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l’acqua e le donne. Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione ... Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e che quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella Guerra dei Mondi...Credo che il destino dell’umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quand’ero piccola, ... Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un dio impersonale che ha messo in moto l’universo e poi è andato a spassarsela e non sa nemmeno che esisto. Credo in un universo privo di dei mosso da caos, rumore di fondo e una grande fortuna. ... Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell’onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. ... Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele, e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela."

Neil Gaiman, American Gods

Incipit

Ubik inizia cosi':
"Alle tre e trenta del mattino del 5 giugno 1992, il miglior telepate del Sistema Solare scomparve dalla mappa situata negli uffici della Runciter Associated a New york City. Cio' fece squillare i videofoni. L'organizzazione Runciter aveva perso le tracce di troppi psi di Hollis nel corso degli ultimi due mesi; questa ulteriore sparizione non ci voleva"

La Fine dell'Eternita' cosi':
"Andrew Harlan entro' nel veicolo sferico inserito in un pozzo verticale fatto di sbarre regolarmente distanziate, che piu' in alto, a circa due metri sulla sua testa, sembravano tremolare in un alone sfocato. Harlan mise in moto i comandi e aziono' la leva d'avviamento, facendola scivolare facilmente."

Fahrenheit 451 cosi':
"Era una gioia appiccare il fuoco."

Neuromancer cosi':
"The sky above the post was the color of television, tuned to a dead channel."

Il Teatro ed il Sexuan

Un anno fa eravamo tutti in panico totale per il saggio di recitazione (L'Anima buona del Sezuan di Bertold Brecht)
Lo spettacolo non era bello, o meglio a noi non piaceva e quindi eravamo tutti preoccupatissimi. In realta' lo spettacolo era bello e se solo noi avessimo smesso di pensare, ce la saremmo goduta, ci saremmo divertiti di piu' e lo spettacolo sarebbe stato bellissimo. 
Perche' parlo al plurale, beh, perche' il teatro e' una strada che si fa insieme e l'anno scorso io ho avuto la fortuna di avere dei compagni di viaggio magici, persone meravigliose in tutto, le animacce del Sexuan.
Mi ricordo il primo incontro, la piu' piccola sedici anni, il piu' grande sessantacinque, l'insegnante e lo studente, il manager e l'impiegato di banca, il tecnico e quella che fa mutande, c'erano proprio tutti, sotto lo sguardo attendo di quegli occhi azzurri che illuminano la nostra maestra, le animacce del Sexuan appunto.
C'e' una frase di Eugenio Barba che dice:

Il teatro può essere un luogo dove vale la pena di vivere a lungo perché permette di restare in punta di piedi. E' la tensione per affacciarsi oltre i limiti. 
Credo che se continuo a fare teatro e' perche' esso mi permette di incontrare uomini e donne che non si sentono a proprio agio nelle loro condizioni e continuano ad alzarsi in punta di piedi come se un giorno potessero volare.

Ed e' esattamente cosi', il teatro e' meraviglia, e' gioia ed e' emozione, e' tristezza, rabbia, concentrazione, azione e reazione, il teatro e' il teatro.

Ma soprattutto il teatro mi ha lasciato le animacce, alcune le sento ancora, altre no ma loro, le animacce del Sezuan, ci sono state in quel momento li', hanno fatto parte della mia vita in un periodo molto speciale - come lo e' la gravidanza - e non le dimentichero' mai, mi hanno lasciato una cosa tangibile, piccola cosa, dura e semplice dentro l'anima. 
A volte penso che e' corretto non rivedersi piu' perche' tutto fa parte di quel pezzo di vita la', come di un sogno o di un film, altre volte invece, come oggi, mi mancano da morire e vorrei averli tutti qua intorno a me, seduti in terra, a guardarci negli occhi.

C - la vita non e' quello che credi. e' un'acqua che i giovani lasciano colare senza saperlo, tra le loro dita aperte. chiudi le tue mani. chiudi le tue mani, fai presto. trattienila. vedrai, diventera' una piccola cosa dura e semplice che si sgranocchia, seduti al sole. ti diranno tutti il contrario perche' hanno bisogno della tua forza e del tuo slancio. non ascoltarli. ... ... lo imparerai anche tu, troppo tardi, la vita e' un libro che si ama, e' un bambino che gioca ai tuoi piedi, un arnese che si tiene bene in mano, una panchina per riposarsi la sera davanti a casa. mi disprezzerai ancora, ma scoprire questo, vedrai, e' la consolazione derisoria di invecchiare, la vita, non e' forse comunque che la felicita'.
A - la felicita'...
C - una parola misera, eh?
Anoiulh 

Liberi Tutti!

dall'uomo che non e' padrone del suo giorno, da tutti quelli che inquinano il mio campo...



Adorare Malinconico

"Per cui, al diavolo la retorica della vita che vale la pena anche quando e' sofferenza. Io, se posso, la sofferenza la evito." pag. 281
Che detto da uno che di nome fa Malinconico e' tutto dire, eh...

Siccome mi e' un sacco piaciuta la sensazione descritta qua, ho deciso di continuare con romanzi normali ed ho scoperto Diego De Silva - eh brava, direte voi, hai scoperto l'acqua calda - l'ho scoperto tardi lo so, ma adesso lo adoro.

Ho cominciato con Mia Suocera Beve (perche' il primo non l'ho trovato in libreria) e mi e' piaciuto moltissimo, ironico, leggero, ma non troppo, da ridere, ma non troppo, insomma il giusto equilibrio fra tante cose molto belle. Vincenzo Malinconico e' un personaggio di quelli in cui un po' ti immedesimi e un po' lo ami per quanto e' unico e lontano dal consueto, io lo adoro.

"Tutto questo, ci piaccia o no, dipende dal fatto che la bellezza e' un tipo di verita', e non vuole bugiardi intorno." pag. 277

Record Store Day: i miei dischi nuovi

Sabato scorso era il Record Store Day, per festeggiare sono andata nel mio negozio di fiducia e ho comprato l'ultimo dei Marta sui Tubi e l'ultimo di Caparezza.

Caparezza non ho ancora avuto modo e tempo (d'accordo che Cruscotto dorme molto ma, insomma, non cosi' tanto), ho dato la precedenza ai Marta e, devo dire, non mi hanno deluso.

Carne con gli Occhi e' un bel disco ricco di canzoni molto diverse nel ritmo e nel tono, come sempre c'e' molta ironia e io per questo li adoro - "Camerieri" e' davvero da ridere anche se si conclude con una frase molto seria e molto vera
"Non si, non si dovrebbe dare da mangiare a chi non ha piu' fame."

Nel video uno dei miei pezzi preferiti del disco.

Comprendere

'Comprendere… Voi non avete che questa parola, in bocca, tutti, da quando ero piccola. Bisognava comprendere che non si può giocare con l’acqua, l’acqua bella che fugge, fredda, perchè così si bagna il pavimento, e con la terra, perché così ci si sporcano i vestiti. Bisognava comprendere che non si deve mangiare tutto in una volta, dare tutto quello che sia ha in tasca al mendicante che incontri, correre, correre nel vento fino a che non si cade per terra, e bere quando sei accaldato, e fare il bagno quando è troppo presto o troppo tardi, ma non quando se ne ha semplicemente voglia! Comprendere. Sempre comprendere. Io non voglio comprendere. Comprenderò quando sarò vecchia. Se divento vecchia. Non ora.'
dall'Antigone di Anouilh

Shakespeare: la forza delle parole

Margherita: [...] Edoardo tuo figlio, che ora è principe di Galles, per Edoardo mio figlio, che era principe di Galles, muoia nella sua gioventù di uguale intempestiva violenza! Tu stessa che sei regina, per me che fui una regina, possa tu sopravvivere alla tua gloria, come me infelice! A lungo possa tu vivere per piangere la perdita dei tuoi figli. E vedere un'altra, come io ora vedo te, rivestita delle tue insegne, come tu sei insediata nelle mie! A lungo prima della tua morte muoiano i tuoi giorni felici; e, dopo molte prolungate ore di pena, muori non più madre, né sposa, né regina d'Inghilterra. [...] Io prego Iddio che nessuno di voi possa vivere la sua età naturale, ma l'abbia tronca da qualche imprevisto accidente!

Considero Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite. 
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

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